Per Andrea, mio fratello nell’anima.

“Vi amo tutti, siete la mia forza”.

La banalità con cui hanno riassunto, in quelle poche righe, su quel giornale di provincia, il tuo ultimo messaggio, mi ha fatto incazzare. Di quelle incazzature per cui tu mi avresti scritto “Eve, è inutile che ti incazzi: non ci puoi fare nulla”.

Andrea è morto.

Andrea, l’amico fraterno, il mio faro nelle innumerevoli tempeste, è morto.

È morto con una dignità senza eguali, dopo 16 mesi di malattia, dopo 16 mesi di lotta contro un linfoma che lo ha divorato nel corpo ma non nello spirito.

Andrea aveva 24 anni, compiuti da poco. Studiava lettere moderne. Accarezzava l’idea di diventare insegnante (“Ma con la nuova legge diventa tutto un gran casino”, mi diceva già attaccato alle macchine). Andrea era un piccolo guerriero. A luglio, un mese prima di lasciarmi, mi diceva che non avrebbe mollato un cazzo. Avanti tutta e vento in poppa.

Poi è successo che è agosto e io decido di fare una vacanza, dopo 10 anni di ferie casalinghe. E vado all’estero. E sono in spiaggia ed un’amica in comune mi scrive che Andrea se ne è andato, non c’è più. E io ricordo solo le mie urla, di animale morente, che non so da dove siano uscite.

Non si è mai abbastanza preparati al dolore. Non si è mai abbastanza pronti a sopportare la morte di una persona che ha rappresentato così tanto.

Sono giorni difficili questi. Giorni in cui mi rendo a malapena conto del fatto che non mi risponderai più al telefono, del fatto che non ci sarà più il tuo sorriso di sbieco a consolarmi nelle mie stupidissime tempeste emotive, del fatto che non potrò vederti diventare l’uomo promettente che sei sempre stato. Del fatto che non ci sarà la tua laurea da festeggiare.

Sono giorni in cui penso alla famiglia, eroica quanto te, nello starti accanto, nell’amarti, nel ringraziare noi amici ogni volta che passavamo del tempo con te, mentre ti cadevano i capelli e avevi sempre meno forza per disegnare le tue vignette.

Mi manchi, brutto stronzo.

Mi manchi come se mi mancasse il respiro a tratti. Sono ondate di dolore, caldo e travolgente, che mi gettano nello sconforto più cupo. Perchè è difficile trovare un senso in tutto questo. Nella vita di un giovane sano e sportivo, che a 24 anni viene ucciso da un male senza pietà.

Sto cercando un senso.

Sto cercando un senso alla tua morte e al dolore che porta con sè. Scorro le foto insieme, i messaggi, ripenso alle chiamate, alla bicicletta, alla birra, alle piccole avventure, alla tua conchiglia di Santiago, alla mia caricatura, ai volantini appesi insieme, a Venezia, agli Spritz, alla tua pazienza e senso di accudimento nei miei confronti, che hai avuto fino alla fine, quando eri ormai dipendente da farmaci e flebo.

Sto cercando un senso, anche guardando le foto della mia laurea. Ci sei tu, sorridente accanto a me. Bello, perchè eri davvero bello amico mio. Bello come solo le montagne a cui eri tanto legato potevano concorrere. Sto cercando un senso e credo di volerlo trovare nel tuo non voler mollare un cazzo. Fino in fondo.

Io lo so. Io so che l’unico modo che mi resta per dare un senso alla tua morte, nel mio piccolo, è onorarla raggiungendo i miei obiettivi. Raggiungere i traguardi che a te sono stati preclusi. Dedicarteli.

Perchè in fin dei conti, senza di te io avrei mollato molte volte. Perchè in fin dei conti, se sono qui è anche grazie a te. Perchè in fin dei conti, ti sei portato via un pezzo di me, ma mi hai lasciato in eredità un po’ della tua forza e della tua testardaggine.

Sei sempre stato una roccia, aspra e profonda come le montagne dove hai voluto spargessero le tue ceneri.

Mi manchi, scusa la confusione.

Mi manchi, ma saperti presente in ogni dove mi consola in parte.

Mi manchi. Possano le tue parole risuonare come guida per tutta la mia vita, fino alla mia morte:

Comunque andrà […] noi avremo già dimostrato tutto ciò che la vita richiede; tutto ciò che la vita in sostanza é; tutto ciò a cui la vita si riduce se spogliata di gingilli e sonagli. Amore. E se Dio esiste, non credo sia in templi freddi e semi deserti, quanto in questo nostro esistere l’uno per l’altro incondizionatamente.

 

Annunci

5 pensieri su “Per Andrea, mio fratello nell’anima.

Lascia un commento, un'idea, un insulto, un abbraccio!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...